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Empatia: scopri il suo significato, il suo potere e come svilupparla al meglio

Empatia: scopri il suo significato, il suo potere e come svilupparla al meglio charlie fantechi

Hai mai vissuto le emozioni di qualcun altro come se fossero le tue? Hai mai pianto guardando un libro, un film o una fotografia? Ti sei mai sentito spinto ad alleviare le sofferenze di qualcun altro? Se hai risposto sì ad almeno una di queste domande, allora hai sperimentato ciò che viene definita come empatia.

È grazie all’empatia, infatti, che piangiamo quando i nostri amici attraversano momenti difficili e cerchiamo di farli stare meglio, celebriamo i loro successi e ci arrabbiamo nei loro momenti di difficoltà.

L’empatia ci permette anche di provare senso di colpa, vergogna e imbarazzo, nonché di comprendere battute e sarcasmo. Insomma, essere empatici è un modo di stare al mondo che ci consente di connetterci con esso in modo profondo, creando legami autentici con gli altri.

Il significato di empatia in psicologia

In psicologia, l’empatia è definita come la capacità di comprendere e sperimentare i sentimenti altrui e di adottare l’altrui punto di vista.

Tuttavia definire l’empatia in modo chiaro, univoco ed esaustivo non è semplice come possa sembrare. L’empatia è la capacità di comprendere, sentire, condividere o interpretare i sentimenti dell’altro? In realtà ognuno di questi verbi coglie una sola sfumatura dell’essere empatici. La difficoltà nel delineare il significato del concetto di empatia risiede nel fatto che esso comprende molteplici componenti.

L’etimologia del termine empatia

Per comprendere meglio il concetto di empatia, facciamoci aiutare dall’etimologia del termine, che deriva dal greco: en pathos, ovvero dentro la sofferenza e va considerato sul calco del tedesco “einfühlung” che significa “proiettarsi in” o “immedesimazione”. 

Quindi possiamo dire che il termine empatia indica quei fenomeni di partecipazione intima, emotiva e di immedesimazione nei confronti dei sentimenti dell’altro. 

L’intelligenza emotiva e cosa vuol dire davvero essere empatici 

Molti tendono a confondere il concetto di intelligenza emotiva con quello di empatia ma non sono la stessa cosa. Se, come abbiamo visto, l’empatia è la capacità di “sentire” le emozioni altrui, quasi come fossero proprie, l’intelligenza emotiva, invece, è la capacità di comprendere, interpretare e gestire le proprie emozioni e quelle degli altri.

L’empatia è solo una componente dell’intelligenza emotiva. È possibile, infatti, essere molto empatici, quindi sentire con grande intensità la sofferenza altrui, ma non riuscire a gestirla e ad affrontarla.

Un alto quoziente di empatia, infatti, senza tutte le altre componenti tipiche dell’intelligenza emotiva, come la consapevolezza di sé, la capacità di gestire le emozioni e le abilità sociali, non facilita la vita affettiva ma la complica. 

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Caratteristiche dell’empatia: facciamo degli esempi

Poiché l’empatia è un concetto complesso e coinvolge molte interazioni sociali, ci sono diversi esempi da poter proporre, direttamente presi dalla vita reale.

Quando durante una conversazione con un amico, ti sei sentito così toccato dalle sue parole da provare la stessa emozione e per questo hai pianto o sei rabbrividito. Quel sentimento, riflesso in te, è una prova di empatia.

Altri esempi di empatia sono la comprensione profonda del punto di vista altrui durante una discussione, oppure il sentirsi in colpa quando ci si rende conto che qualcuno potrebbe aver frainteso ciò che hai detto, o il rendersi conto che qualcosa che si è detto ha provocato disagio o sofferenza. 

Se riesci ad immedesimarti nei sentimenti dell’altro anche in assenza di comunicazione verbale, ma seguendo solo il linguaggio non verbale, allora hai un quoziente di empatia ancora più alto.

Il potere dell’empatia nella vita affettiva: ecco perché è così importante

Capita continuamente di trasmettere e ricevere informazioni da altre persone. E indipendentemente dal fatto che queste interazioni siano importanti o meno, ci troviamo nella situazione di percepire, interpretare e rispondere a numerosi segnali.

Secondo Baron-Cohen e Wheelwright l’empatia è più della semplice capacità di sentire ciò che un’altra persona sta provando ma piuttosto è un’abilità essenziale che ci permette di impegnarci efficacemente con altre persone in contesti sociali. Da questa definizione appare chiaro il potere dell’empatia, senza la quale faticheremmo a:

  • comprendere i sentimenti, le motivazioni e i comportamenti degli altri;
  • rispondere in modo appropriato ai sentimenti altrui;
  • comprendere le interazioni sociali che si basano su comportamenti sottili, indizi e norme sociali, come battute, errori e sarcasmo.

La capacità di rispondere in modo appropriato alle emozioni altrui, quindi, è estremamente importante per creare legami. Decety e Cowell sostengono che l’empatia sia un processo che contribuisce alla comprensione e all’impegno in comportamenti sociali complessi, come quello pro-sociale, che comprende il volontariato e l’assistenza ai malati terminali.

Simpatia e compassione: esiste un sinonimo di empatia?

I tre termini empatia, simpatia e compassione sono spesso confusi l’uno con l’altro, perché vengono utilizzati quando si fa riferimento ai sentimenti di qualcun altro. Per esempio, in risposta alla brutta notizia relativa ad un amico, provi empatia, simpatia o compassione? Questi tre termini sono usati in contesti simili, ma si riferiscono a comportamenti diversi.

Dalle definizioni fornite sopra, l’empatia implica interpretare, comprendere e sentire i sentimenti dell’altro.

La simpatia è il sentimento di pietà per le disgrazie o le circostanze altrui.

La compassione è il desiderio e l’atto di voler alleviare le sofferenze altrui. La compassione, quindi, comprende le componenti affettive dell’empatia e della simpatia, ma è accompagnata da un’azione volta a cambiare le circostanze della persona che soffre. Un atto compassionevole può anche portare a soffrire insieme all’altra persona: si parla in questo caso di co-sofferenza. 

Alessitimia: il contrario dell’empatia

In psicologia, è il termine alessitimia quello che viene contrapposto all’empatia.

L’alessitimia può essere definita, infatti, la difficoltà nell’identificare, descrivere ed elaborare i propri sentimenti e anche quelli altrui. È un tratto della personalità che coinvolge circa il 10% della popolazione generale. 

Non è una diagnosi clinica, ma ci sono studi che suggeriscono che l’alessitimia sia associata a un aumento del rischio di psicopatologia. Ad esempio, diverse ricerche indicano che già nell’infanzia l’alessitimia e i problemi nel dominio dell’elaborazione delle emozioni sono correlati a problematiche come la depressione e l’ansia.

Generalmente le difficoltà a provare empatia, inoltre, sono collegate ai disturbi dello spettro autistico. Studi recenti hanno riscontrato l’alessitimia nel 50-85% degli individui affetti da autismo, tuttavia non è una caratteristica che si riscontra soltanto negli autistici. 

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Come si diventa empatici?

L’empatia rende le persone migliori sia nella vita affettiva che in quella lavorativa. Ma non si tratta di qualcosa che ha effetti positivi solo nel privato dell’individuo. I ricercatori sostengono che l’empatia, insieme con la compassione, sia fondamentale per un futuro sostenibile e umano. 

Alcune persone sono naturalmente più empatiche di altre, ma ci sono esercizi facili che chiunque può fare per aumentare la propria empatia. Quindi, come si diventa empatici? Proviamo a rispondere a questa domanda.

  • Parla con persone nuove. I ricercatori hanno scoperto che cercare di immaginare come si sentono gli altri spesso non è sufficiente per sviluppare una maggiore empatia.

    Per fortuna, la soluzione è semplice: chiedere. Jodi Halpern, psichiatra e professore di bioetica presso l’Università di Berkeley, sostiene che il fulcro dell’empatia sia la curiosità nei confronti della vita degli altri. 
  • Entra in un progetto con una causa condivisa. Lavorare a qualcosa con altre persone rafforza le competenze individuali e l’umanità di ciascuno e minimizza le differenze che possono dividere le persone.

    Degli esempi? Unirsi ad un’associazione che fa volontariato o entrare in un gruppo di supporto per chi ha vissuto esperienze simili alle tue. 
  • Ammettere di essere prevenuti. I pregiudizi sono una parte naturale della condizione umana. Siamo portati a prendere scorciatoie mentali e a trarre conclusioni sulle persone che ci circondano.

    Per diventare più empatici è importante lavorare attivamente per combattere questo atteggiamento. Uno dei modi più importanti per affrontare i pregiudizi, ancora una volta, è ascoltare gli altri. 
  • Difendete gli altri. L’empatia dovrebbe spingerci ad agire con compassione verso gli altri. Se, ad esempio, grazie agli esercizi sopra riportati, hai imparato che avevi dei pregiudizi nei confronti di una persona o una categoria di persone (chi non ne ha?!), e sei riuscito ad entrare in contatto con una realtà differente dalla tua e provare empatia verso la condizione altrui, forse è arrivato il momento di far diventare quella causa la tua causa. 
  • Leggere libri. La lettura è uno dei modi migliori per aprire la mente alle esperienze degli altri. Quando si legge un romanzo si entra nel vissuto dei personaggi e, così facendo, si aumenta la capacità di comprendere i pensieri e i sentimenti altrui.

Come si dimostra l’empatia: frasi e comportamenti

È una cosa molto comune quella di riscontrare difficoltà nel trovare le parole giuste quando qualcuno ci parla dei suoi problemi.  Sapere cosa dire, in certi momenti, anche quando ci sentiamo coinvolti emotivamente nel vissuto altri, non è semplice. Ecco perché spesso ricorriamo a una di queste risposte:

  • “Tutto accade per una ragione”.
  • “Anche questo passerà”.
  • “Guarda il lato positivo”.
  • “Dio ha un piano”.
  • “So come ti senti”.
  • “Ora è in un posto migliore”.
  • “Qualcosa di meglio ti aspetta”.

Sebbene queste frasi ci sembrino adatte, raramente riescono ad essere di aiuto all’altra persona. Al contrario, spesso l’interlocutore si sentirà come se minimizzassimo il suo dolore impedendoci di entrare veramente in contatto con il suo stato d’animo.

Non le utilizziamo con cattiveria o perché non proviamo empatia, ma perché ci sono state dette in situazioni simili e pensiamo che siano risposte socialmente accettabili.  

Allora come si dimostra l’empatia? Cosa si dice per far capire all’altro che sappiamo come si sente? Ecco un elenco che può aiutare a trovare una risposta migliore di quelle che solitamente pronunciamo se si vuole dimostrare empatia.

  • Riconoscere il dolore. Quando ci si immedesima nel dolore o nella lotta di qualcuno, lo si aiuta a sentirsi sostenuto. Dimostra che si capisce (o si cerca di capire) come si sente.

    Le persone che soffrono vogliono essere ascoltate e desiderano una conferma del fatto che quello che stanno passando è effettivamente difficile.

    Alcune frasi utili in questi casi sono: “Mi dispiace che tu stia passando questo momento”; “è davvero uno schifo”; “odio che sia successo”; “deve essere difficile”;”sembra molto impegnativo”.
  • Condividere i propri sentimenti. A volte va bene ammettere semplicemente che non si sa cosa dire o che si fa fatica a immaginare come sarebbe vivere quello che sta passando l’altra persona.

    L’importante è assicurarsi di non sminuire l’esperienza dell’altro e condividere i propri sentimenti per entrare meglio in contatto con quelli altrui, con risposte tipo:  “Wow. Non so davvero cosa dire”; “non riesco a immaginare quello che stai passando”; “vorrei sapere cosa fare per aiutarti”; “mi dispiace davvero sapere che è successo questo”.
  • Mostrare gratitudine per il fatto che l’altro si sia confidato. Molte persone hanno difficoltà a mostrarsi vulnerabili perché sono state ferite in passato dalle reazioni altrui. Non vogliono condividere le loro difficoltà per paura di non ricevere una risposta empatica.

    Quando qualcuno sceglie di aprirsi, invece, dimostra fiducia. E questa fiducia va onorata e rispettata. Ecco perché è importante scegliere le frasi giuste per dimostrare empatia. Tra queste, può essere importante dire cose come “sono felice che tu ti sia confidato con me”. 
  • Mostrare interesse. Quando si attraversano delle difficoltà ci si può sentire molto soli. È per questo che le persone condividono le loro battaglie: desiderano un legame. Vogliono che qualcuno si interessi alla loro storia e capisca come si sentono.

    Il modo migliore per dimostrare empatia con qualcuno non è parlare, ma ascoltare, dimostrando che ci interessa. Lo si può fare semplicemente chiedendo all’altro come si sente e cosa ha provato. 
  • Essere incoraggianti. La maggior parte delle persone, quando passa un momento difficile, desidera essere incoraggiata. Il problema è che spesso confondiamo l’incoraggiamento con il trovare la soluzione del problema. 

    Anche se abbiamo buone intenzioni e siamo carichi di empatia, questo approccio raramente è utile per chi soffre. È importante, quindi, prestare attenzione a come ci si approccia.

    Un modo è quello di far notare all’interlocutore i suoi punti di forza, dicendogli che è coraggioso, forte, che è un guerriero che ha già superato altre sfide, che siete orgogliosi di lui/lei e che siete sempre dalla sua parte.
  • Essere solidali. Quando si tratta di empatia, le azioni spesso comunicano più delle parole. Fai, quindi, qualcosa per l’altro: un abbraccio, dei fiori, un biglietto. Oppure chiedi cosa puoi fare per essere d’aiuto. 
DR.-FANTECHI---Psicologo,-Psicoterapeuta-Ipnotista

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