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Che cos’è il freezing? Scopri il suo significato in psicologia, quando e perché accade e come evitarlo

Che cos'è il freezing? Scopri il suo significato in psicologia, quando e perché accade e come evitarlo

Immagina di fare uno scherzo a una tua amica che è da sola, di sera, in una solitaria fermata dell’autobus in attesa del veicolo che la riporterà a casa.

Lei non ti ha visto, allora le ti avvicini di soppiatto senza farti sentire né vedere e all’improvviso la afferri da dietro bloccandole la vita con un braccio e la bocca con l’altra mano, simulando un aggressione fisica.

Molto probabilmente, se la tua amica non è stata addestrata al combattimento o alla difesa personale, sentirai il suo corpo irrigidirsi tra le tue braccia, diventando come un blocco di cemento. Ecco, in quell’istante la tua amica ti starà dando una dimostrazione di quello che viene chiamato freezing.

È ciò che accade quando ci si rende conto di non poter rispondere in alcun modo a una minaccia. Non puoi scappare né reagire aggressivamente. La paura ti rende immobile, intorpidito e hai la sensazione di non poter muovere un muscolo. E questa reazione si può avere anche in situazioni di forte stress.

Hai mai sentito parlare di questa reazione che ci “pietrifica” di fronte a situazioni stressanti o minacciose e sai di cosa si tratta esattamente e perché succede? Se le risposte sono no, continua a leggere per saperne di più: cos’è il freezing, quando e perché accade, e come possiamo evitarlo.

Cosa si intende per freezing in psicologia

Il termine freezing in psicologia si riferisce a un’interessante e complessa risposta comportamentale e fisiologica che si verifica in situazioni di stress, paura o minaccia.

Questo fenomeno è comunemente associato alla risposta di “fight, flight, or freeze” (combatti, fuggi o bloccati), che rappresenta diverse strategie che gli esseri umani e gli animali adottano quando si trovano a fronteggiare situazioni pericolose.

Questo blocco è la risposta che coinvolge un’immobilizzazione improvvisa e una perdita temporanea della capacità di agire. Questa reazione è spesso osservata negli animali selvatici quando si sentono minacciati da un predatore.

Ad esempio, un animale potrebbe rimanere immobile, mimetizzandosi con l’ambiente circostante, nel tentativo di sfuggire alla percezione del predatore. In psicologia, questo concetto è stato esteso per comprendere anche le risposte umane a situazioni di stress.

Il freezing è associato all’attivazione del sistema nervoso autonomo, in particolare della risposta del sistema nervoso simpatico.

Quando si verifica una minaccia, il corpo rilascia adrenalina e altre sostanze chimiche che preparano l’organismo a rispondere alla situazione. Nel caso del “blocco”, ciò può portare a una contrazione muscolare, causando una sensazione di rigidità e immobilità.

Questo fenomeno può verificarsi in situazioni di vita reale, come ad esempio in caso di aggressione o di un incidente traumatico.

In questi momenti, il freezing può fungere da meccanismo di difesa, consentendo all’individuo di ridurre la visibilità o di evitare di attirare ulteriormente l’attenzione dell’aggressore. Tuttavia, è importante sottolineare che non si tratta di una risposta consapevole, ma piuttosto di una reazione automatica del sistema nervoso.

Il freezing è stato oggetto di studio nell’ambito della psicologia e della neuroscienza per comprendere meglio come le persone affrontano lo stress e la paura.

Ricerche hanno evidenziato che il freezing è correlato a specifiche attività cerebrali, che coinvolgono aree come l’amigdala, che gioca un ruolo cruciale nella regolazione delle emozioni e nella risposta alla paura.

In sintesi, il freezing in psicologia rappresenta una risposta di difesa che coinvolge l’immobilizzazione fisica e mentale di fronte a una minaccia. Questo fenomeno è radicato nell’evoluzione e ha importanti implicazioni per la comprensione del modo in cui gli esseri umani affrontano situazioni di stress e paura.

La ricerca in questo campo continua a contribuire alla nostra conoscenza della psicologia umana e delle modalità di adattamento alle sfide della vita.

È importante ricordare, inoltre, che il freezing, proprio come la lotta e la fuga, è una risposta fisica involontaria. Ciò significa che il corpo decide che il congelamento è il modo migliore per affrontare la minaccia senza che la decisione venga presa consapevolmente.

Questo è importante da sottolineare perché molte persone si rimproverano di essersi bloccate in risposta a una minaccia. Ad esempio, tante donne aggredite sessualmente pensano: “Perché non ho reagito?” o “Perché mi sono bloccata e ho lasciato che mi violentasse?”.

Ma queste reazioni sono probabilmente una fisiologica reazione di freezing attivata per preservare la propria sopravvivenza e non c’è nulla da sentirsi in colpa. Infatti il “congelamento” si verifica spesso quando la lotta e la fuga non sono opzioni possibili.

Quando ciò avviene in risposta a una violenza sessuale, succede perché il tentativo di combattere o fuggire sembra inutile o potrebbe condurre alla morte. Insomma, è tutta questione di sopravvivenza.

freezing significato

Come capire se sei soggetto al freezing

Se ti senti spesso disconnesso o insensibile di fronte a situazioni stressanti, questo può essere un segno che stai andando incontro a una risposta di freezing.

Tra gli altri segnali:

  • sensazione di non riuscire a muovere gli arti;
  • sentirsi paralizzati dalla paura;
  • attacchi di panico;
  • episodi di dissociazione;
  • si trattiene spesso il respiro;
  • si avverte un profondo senso di terrore.

La risposta di blocco poteva essere stata utile agli uomini primitivi, ma risulta problematica nel mondo moderno, quando viene attivata in continuazione, anche se alcuni esperti sostengono che il freezing è spesso una prima risposta fisiologica, nel senso che ci blocchiamo, almeno per qualche istante, per capire quale azione intraprendere successivamente.

Un comune esempio di freezing in ufficio

Se un collega esplode contro di te la sua rabbia all’improvviso, potresti urlare a tua volta per  difendere la tua posizione: questa è la modalità di lotta.

In alternativa potresti tirarti indietro e allontanarti, dicendo parlargli quando si sarà calmato: questa è la modalità di fuga

Oppure potresti essere il tipo che rimane completamente immobile e in silenzio e lasciare, quindi, che il collega ti faccia piovere addosso la sua rabbia, mentre tu ti senti sempre più distaccato e incapaci di reagire. Potresti addirittura dissociarti, sentendoti particolarmente calmi, come un osservatore esterno: questa è la risposta di freezing. 

Come suddetto, questa risposta potrebbe anche anticiparne o seguirne un’altra. Potresti bloccarti ma poi fuggire, oppure fuggire e poi bloccarti: per esempio, ti allontani dal tuo collega e ti siedi alla scrivania, intontito e incapace di muoverti o di avere un pensiero coerente per un po’ di tempo.

Se certi episodi ti capitano, forse stai cercando di capire come smettere di bloccarti sotto stress. Tieni presente che quello che metti in atto in questi casi è un potente meccanismo cerebrale, quindi non cambierà da un giorno all’altro. Tuttavia ci sono alcuni strumenti che possono aiutare.

freezing charlie fantechi

Come il freezing influisce sulle relazioni

Come abbiamo visto fino adesso, la reazione di freezing è una risposta naturale a una minaccia percepita. Quando una persona si sente sopraffatta, il suo corpo entra in uno stato di immobilizzazione.

In una relazione, la reazione di blocco può manifestarsi con la sensazione di non riuscire a dire o fare nulla di giusto, anche se lo si desidera disperatamente. Ci si può trovare a ritirarsi dal partner e ad evitare del tutto il conflitto, ritenendo che sia meglio stare zitti piuttosto che rischiare di peggiorare le cose.

È importante riconoscere che la reazione di freezing non è una scelta consapevole, ma piuttosto un meccanismo di sopravvivenza che si è evoluto nel tempo. Tuttavia, se non controllata, può avere un impatto negativo sulle relazioni.

I partner, per esempio, possono sentirsi trascurati o ignorati, provocando sentimenti di risentimento e frustrazione. È importante, invece, comunicare con il partner i propri sentimenti e lavorare insieme per trovare il modo di superare la risposta di congelamento e costruire una relazione più forte e sana.

Nel corso del tempo, se la reazione di freezing continua a non essere controllata, può portare a un’interruzione della comunicazione, a una distanza emotiva e persino alla fine della relazione.

Inoltre, la reazione di “blocco” può anche portare a una mancanza di fiducia nella relazione. Quando uno dei due partner si chiude e “si ritira” costantemente, l’altro può iniziare a dubitare di poter contare sulla presenza emotiva del partner. Questo può creare un circolo vizioso di insicurezza e sfiducia che può essere difficile da spezzare.

D’altra parte, se entrambi i partner sono consapevoli della reazione di blocco e del suo impatto sulla relazione, si può lavorare insieme per superarla.

Comunicando apertamente e onestamente i propri sentimenti e bisogni, si può creare un ambiente sicuro e solidale in cui entrambi si sentono ascoltati e valorizzati. Tutti ciò può anche portare a un livello più profondo di intimità e connessione nella relazione.

Un passo essenziale per superare la reazione di freezing all’interno delle relazioni (e non solo) è identificare i fattori scatenanti che la provocano. Un fattore scatenante può essere qualsiasi cosa, da un particolare tono di voce o scelta di parole a un’azione o situazione specifica.

Identificando che cosa fa l’altro che scatena la reazione di “blocco”, è possibile cominciare a lavorare per riconoscerla e superarla.

È importante notare che i fattori scatenanti della reazione di blocco possono variare da persona a persona. Ciò che può scatenare un individuo può non scatenare un altro. Pertanto, è fondamentale riflettere sulle proprie esperienze e identificare i propri (unici) fattori scatenanti.

Questo si può fare attraverso l’auto-riflessione, la psicoterapia o la comunicazione con il partner. Una volta identificato ciò che provoca il freezing, si può lavorare per sviluppare meccanismi di coping e strategie di comunicazione per evitare che questa risposta si verifichi oppure che abbia un impatto negativo sulla relazione.

Come smettere di avere reazioni di freezing

Il fenomeno del freezing, o blocco, può manifestarsi in molteplici modi, influenzando la nostra capacità di pensare chiaramente e agire in situazioni stressanti. Può manifestarsi come una paralisi mentale, rendendoci incapaci di prendere decisioni importanti o di partecipare attivamente a discussioni.

Ma si possono identificare tra i sintomi anche quei comportamenti di evitamento, come immergersi nei social media o guardare la TV in modo compulsivo, come segni di una più ampia risposta di freezing da stress nella vita quotidiana.

Il riconoscimento precoce di questa reazione è cruciale, poiché operare da una posizione di minaccia può avere gravi ripercussioni sulla nostra vita professionale e personale.

L’incapacità di affrontare le sfide con sicurezza può ostacolare le opportunità di carriera, per esempio, impedendoci di mettere in mostra il nostro potenziale. Allo stesso modo, la mancanza di assertività può compromettere il nostro tempo, l’energia e la fiducia, come anche determinare la fine di una relazione di coppia.

Certamente affrontare il freezing richiede consapevolezza e strumenti pratici.

Ecco alcune tecniche efficaci:

  • Consapevolezza sensoriale: concentrarsi sulle sensazioni corporee attraverso il tatto e l’udito può aiutare a centrarsi e a ritrovare il controllo. Respirare profondamente attiva il sistema nervoso parasimpatico, inducendo un rilassamento benefico.

    Osservare attentamente l’ambiente circostante, descrivendolo con attenzione, può contribuire a “scongelare” il blocco.
  • Mantenere la presenza: evitare la proiezione anticipatoria del futuro aiuta a “cortocircuitare” la paura alla base del freezing. Diventare l’investigatore curioso della situazione, anziché concentrarsi su se stessi, favorisce una prospettiva più obiettiva.
  • Interruttori preventivi: riconoscere in anticipo i fattori scatenanti personali è fondamentale. Identificare situazioni o comportamenti che possono innescare il blocco consente di preparare strategie preventive, come adottare una mentalità più calma e chiara in risposta a comportamenti aggressivi o richieste pressanti.
  • Cambio di prospettiva: smettere di percepire lo stress come una perdita di controllo e abbracciare una visione orientale, che lo vede come un’assenza di pace interiore, può ridurre la pressione. Il freezing diventa così un segnale per affrontare il benessere invece che un fallimento personale.

L’adozione di queste tecniche può permettere di “scongelare” il blocco, consentendo una risposta consapevole anziché una reazione istintiva quando gli ormoni dello stress si attivano.

La chiave è affrontare il fenomeno con compassione verso te stesso e con la volontà di imparare, crescere e costruire la tua resilienza alle sfide della vita.

Riconoscendo che il percorso verso il superamento del freezing è un processo continuo, puoi sviluppare una consapevolezza sempre più profonda di te stesso e delle tue risposte al mondo che ti circonda.

DR.-FANTECHI---Psicologo,-Psicoterapeuta-Ipnotista

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