Cerca
Close this search box.

Imprinting: scopri cos’è, il suo significato in psicologia e alcuni esempi di come funziona per l’uomo

Imprinting: scopri cos'è, il suo significato in psicologia e alcuni esempi di come funziona per l'uomo

Hai sentito parlare del concetto di imprinting ma vuoi approfondirne il significato? Devi sapere che l’imprinting si riferisce a un fenomeno ben studiato negli animali, secondo il quale i cuccioli formano un legame estremamente stretto e dipendente con il primo essere che vedono dopo la nascita, il cui scopo principale è la sopravvivenza (poiché i giovani animali dipendono dai genitori per il cibo e la protezione).

Non bisogna dimenticare, inoltre, che anche gli esseri umani sono animali e che anche noi, quindi, possiamo sperimentare l’imprinting.

Negli esseri umani, però, l’imprinting non è così semplice da formare un legame indissolubile con il primo essere umano che si vede alla nascita, come accade, invece, per i pulcini o per gli anatroccoli.

L‘imprinting umano, riguarda, invece il modo in cui formiamo legami socio-emotivi con gli altri in modi che ci influenzano per tutta la vita.

Significato in Psicologia

In Psicologia, l‘imprinting è definito come “un processo di apprendimento semplice ma profondo ed estremamente efficace che si verifica durante un periodo critico della vita di alcuni animali“.

Sebbene questa definizione possa far venire subito in mente immagini di anatroccoli che corrono dietro alla mamma che hanno visto per la prima volta al momento della schiusa, il fenomeno può estendersi a molte altre aree della vita, sia quando parliamo di esseri umani che di altri animali. Può avere, infatti, un impatto sul modo in cui vengono cresciuti i più piccoli, sia se parliamo di bambini che di cuccioli.

Insomma, l’imprinting è una forma di apprendimento che avviene durante un periodo critico dello sviluppo, in genere nelle prime fasi della vita.

Questo processo è spesso osservato negli animali, in particolare negli uccelli, che hanno un imprinting sui genitori o su altri oggetti del loro ambiente poco dopo la schiusa, ma avviene in modo generalizzato sugli animali.

Non è necessariamente buono o cattivo e tutti lo sperimentiamo in qualche misura, tuttavia ha un effetto più forte su alcune persone che su altre.

Certamente può avere un impatto fondamentale sul modo in cui si pensa, si sente e ci si comporta e, di conseguenza, capire come influisce su di noi può aiutarci a condurre una vita più felice e sana. Capire che tipo di imprinting abbiamo ricevuto, infatti, può essere d’aiuto per risolvere alcuni comportamenti malsani o aree in cui ci si sente bloccati.

Un’altra caratteristica distintiva dell’imprinting è che si verifica in un momento specifico della vita, di solito a partire dalla nascita. Questo periodo varia da una specie all’altra, da un giorno dopo la nascita a quasi tutti i primi anni di vita, e una volta usciti da questo lasso di tempo, non si è più in grado di riceverlo.

L’apprendimento può ancora avvenire, anche quello per imitazione (come spiegato più avanti), ma non avrà la stessa facilità e lo stesso senso “istintivo”. Per esempio, gli esseri umani possono imparare diverse lingue nel corso della vita, ma nessuna sarà così facile e fluida come quella nativa, perché appresa nel periodo più formativo.

Inoltre bisogna sottolineare che i periodi cruciali per l’imprinting, negli esseri umani, possono verificarsi in diversi momenti della vita per diverse tipologie di comportamento. Per esempio, mentre il linguaggio è generalmente più facile prima dei 5 anni, il periodo critico per alcune abilità sociali è intorno all’età della pubertà.

Cos’è per gli esseri umani

Come suddetto, l’imprinting può verificarsi anche negli esseri umani, sebbene tenda a coinvolgere una forma di attaccamento meno rigida e più flessibile. Per esempio, i neonati possono avere un imprinting con il proprio caregiver primario durante le prime fasi della vita, che può influenzare il loro successivo sviluppo sociale ed emotivo.

Il primo a dimostrare il concetto di imprinting fu Konrad Lorenz, etologo che si occupava di comportamento animale negli anni Trenta. In uno dei suoi esperimenti più famosi fece nascere degli anatroccoli e osservò come avveniva l’imprinting sul primo essere che vedevano. Questo processo suggerisce che l’attaccamento è innato e programmato geneticamente.

Prese una grande quantità di uova d’oca e le tenne fino a quando non stavano per schiudersi. Metà delle uova vennero affidate a una madre oca, mentre Lorenz ha tenuto l’altra metà in un’incubatrice, assicurandosi di essere il primo essere in movimento che i piccoli appena nati incontrarono.

Quando le uova si schiusero, Lorenz imitò il verso di un’anatra, alché i giovani uccelli lo considerarono la loro madre e lo seguirono di conseguenza.  L’altro gruppo seguiva la madre biologica.

In questo modo Lorenz scoprì che i pulcini seguono il primo oggetto in movimento che vedono. Per assicurarsi che l’imprinting fosse avvenuto, mise tutti i piccoli insieme sotto una scatola rovesciata e li lasciò mescolarsi.  Quando la scatola venne rimossa, i due gruppi si separarono perfettamente per andare dalle rispettive “madri”: metà dalla madre biologica e metà da lui stesso.

Inoltre riteneva che l‘imprinting, una volta avvenuto, non potesse essere invertito, né che un’oca potesse avere un secondo imprinting su qualcos’altro.

Trent’anni dopo Guiton, utilizzando dei pulcini, ha mostrato dei guanti di gomma gialli per nutrirli durante il periodo critico e i pulcini hanno avuto l’imprinting verso il guanto.

Questo suggerisce che i giovani animali possono avere un imprinting su qualsiasi oggetto mobile presente durante il periodo critico dello sviluppo (non a caso i pulcini sono stati poi trovati a cercare di accoppiarsi con il guanto di gomma giallo).

E conferma ampiamente i risultati dello studio di Lorenz, in quanto suggerisce gli effetti duraturi del fenomeno, che determina un cambiamento irreversibile che influisce sul comportamento sociale e sessuale.

Sebbene l’imprinting sia stato studiato per la prima volta in relazione ad animali non umani, i concetti e le varie forme di imprinting possono essere applicati anche agli esseri umani.

Considerando che gran parte della ricerca presentata finora si è concentrata sugli animali, è lecito chiedersi se l‘imprinting sia qualcosa di reale anche per gli esseri umani.

La risposta è che effettivamente anche gli esseri umani sperimentano forme di imprinting e ciò è stato documentato in Psicologia.

La Teoria dell’Attaccamento, infatti, si basa sulle scoperte di Lorenz sull’imprinting, e si riferisce al bisogno degli esseri umani di formare un forte attaccamento con il proprio caregiver per motivi di sicurezza e nutrimento, il ché non è molto diverso dall’imprinting degli animali.

Tuttavia, la Teoria dell’Attaccamento tiene conto della complessità del comportamento umano e ha fatto emergere che le relazioni che abbiamo con i nostri caregiver possono influenzare le relazioni che abbiamo con gli altri per tutta la vita.

imprinting charlie fantechi

Le 3 tipologie di imprinting

Esistono tre diverse forme di imprinting: quello filiale, quello sessuale e quello limbico. Ognuno di questi si verifica sia negli animali che negli esseri umani e tutti hanno l’obiettivo di soddisfare il bisogno fondamentale di sopravvivenza. 

  1. L’imprinting filiale si riferisce alla forma più elementare, quando si crea un legame profondo tra due animali, di solito un neonato e un genitore. Questa tipologia è fondamentale per la sopravvivenza del giovane animale perché consente di ricevere accudimento e nutrimento da parte di un individui che non è ancora in grado di prendersi cura di se stesso da solo.
  1. L‘imprinting sessuale avviene quando un essere umano sviluppa un desiderio per una certa tipologia di persona, basato su esperienze vissute nella fase formativa della vita.

    Sebbene se ne parli spesso a proposito degli animali, questo fenomeno si verifica anche negli esseri umani ed è il motivo per cui potremmo ritrovarci attratti sempre dallo stesso “tipo”.

    All’interno dell’imprinting sessuale, inoltre, c’è ciò che viene chiamato effetto Westermarck: una forma di imprinting che crea un’avversione allo sviluppo di sentimenti sessuali reciproci all’interno di un sistema familiare.
  1. L’imprinting limbico si riferisce al modo in cui le esperienze vissute nel grembo materno e poco dopo la nascita possono influenzare il nostro sistema limbico, noto per gestire i comportamenti di cui abbiamo bisogno per la sopravvivenza.

    Le interruzioni del sistema limbico nel grembo materno possono portare a problemi con il sistema limbico per tutta la vita.

Gli effetti dell’imprinting sessuale

L’imprinting sessuale può avere un enorme impatto sulla nostra vita perché è direttamente correlato all’attrazione e al motivo per cui ci piace chi ci piace.

A volte, ci si rende conto che il proprio imprinting sessuale non è al servizio dei propri interessi. Succede quando, per esempio, si prova attrazione verso persone che hanno le stesse dipendenze che abbiamo osservato nei nostri genitori, come ad esempio a droga e alcol.

È importante sottolineare, però, che possiamo sviluppare la consapevolezza del nostro imprinting sessuale e sviluppare modelli più sani.

Per coloro che hanno difficoltà a sviluppare relazioni sane con partner sicuri e sospettano che ciò sia dovuto a esperienze precoci con i caregiver, la psicoterapia basata sull’attaccamento può essere di grande aiuto.

imprinting uomo charlie fantechi

Imprinting non è sinonimo di imitazione

Quando si parla di apprendimento, ci sono due concetti principali che vengono spesso usati in modo intercambiabile: imitazione e imprinting. Tuttavia, ci sono differenze tra i due, e comprenderle può aiutarci a capire meglio come impariamo e ci sviluppiamo.

L’imitazione e l’imprinting sono entrambe forme di apprendimento che implicano l’osservazione e la copia del comportamento altrui ma si differenziano per la loro portata e il loro scopo. L’imitazione è l’atto di copiare il comportamento degli altri, spesso con l’intenzione di imparare una nuova abilità.

È una forma comune di apprendimento e può essere osservata in diverse specie, compresi gli esseri umani. In psicologia, l’imitazione è spesso associata alla teoria dell’apprendimento sociale, che suggerisce che gli individui possono acquisire nuovi comportamenti e abilità osservando e imitando gli altri.

L’imprinting, invece, è una forma più specifica di apprendimento che comporta la formazione di un forte attaccamento precoce (spesso irreversibile) a un particolare oggetto o individuo. Questo processo è spesso osservato negli animali, in particolare negli uccelli, ma può verificarsi anche negli esseri umani.

Un errore comune è usare i termini “imitazione” e “imprinting” in modo intercambiabile. Anche se possono sembrare simili, in realtà si riferiscono a due processi distinti.

Il primo è l’atto di copiare il comportamento di un altro individuo, mentre il secondo è una forma di apprendimento in cui un animale forma un attaccamento a un particolare oggetto o individuo.

Ad esempio, un giovane gatto può avere l‘imprinting sulla mamma nelle settimane successive alla nascita. Questo attaccamento è fondamentale per la sopravvivenza del cucciolo, che seguirà e osserverà la madre e imparerà da lei importanti comportamenti e abilità.

L’imitazione, invece, è spesso utilizzata dagli animali e dagli esseri umani per apprendere nuove abilità o comportamenti nel corso della vita. Quello stesso gattino potrebbe imparare per imitazione come aprire una porta osservando un essere umano.

Per imitazione anche noi impariamo piccole e grandi cose, come fare il caffè, piegare una camicia, suonare uno strumento e parlare una nuova lingua.

Per evitare errori comuni, è importante capire le differenze tra imitazione e imprinting e considerare il contesto in cui avviene ciascun processo. Ecco alcuni suggerimenti per evitare di confondere questi due concetti.

  • prendersi il tempo necessario per documentarsi e conoscere il processo specifico a cui si è interessati;
  • considerare le esigenze e i comportamenti dell’individuo o della specie in questione;
  • non dare per scontato che un processo sia migliore dell’altro: entrambi hanno i loro punti di forza e di debolezza;
  • essere consapevoli del contesto in cui si svolge il processo e adattare l’approccio di conseguenza.

Imprinting e imitazione, esercizi pratici

Ora che hai una conoscenza più approfondita del concetto di imprinting e una solida comprensione delle differenze con l’apprendimento per imitazione, è il momento di mettere in pratica queste conoscenze con alcuni esercizi che aiutano a migliorare la comprensione e l’uso di questi concetti nelle frasi. Questo è un esempio.

  1. Imitazione o imprinting?

    In ciascuna delle seguenti frasi, individua se la parola in grassetto è un esempio di imitazione o di imprinting:

    Maria ha imparato a suonare il pianoforte guardando la madre che suonava
    I pulcini seguivano la madre intorno allo stagno.
    Giovanni ha copiato lo stile di gestione del suo capo.
    Il passerotto ha imparato a cantare ascoltando gli altri uccelli

Risposte esatte: Imitazione, imprinting, imitazione, imprinting.

Quante ne hai indovinate?

Per concludere

L’imprinting ha rivoluzionato il modo in cui comprendiamo lo sviluppo umano. Da quando Lorenz ha condotto il primo esperimento di successo che ha dimostrato il concetto di imprinting a oggi, sono stati fatti progressi nella comprensione di varie specie animali, dello sviluppo umano e di come possiamo curare gli impatti negativi delle nostre prime esperienze con i nostri caregiver per sviluppare legami sani, sicuri e protetti.

DR.-FANTECHI---Psicologo,-Psicoterapeuta-Ipnotista

MINDSET VINCENTE

Sblocca il tuo Mindset Vincente in soli 21 giorni grazie al Potere dell’Ipnosi

ARTICOLI PIU' LETTI