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Ipnosi regressiva: scopri cos’è, chi la pratica, i pericoli e alcune testimonianze incredibili

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Come altri tipi di terapia, l’ipnoterapia può offrire una varietà di approcci e tecniche. Ogni tecnica può avere un obiettivo e, attraverso la sua applicazione, se ne possono osservare i benefici. L’ipnosi regressiva è spesso circondata da idee sbagliate e controversie. Invece, se utilizzata in modo appropriato, richiamando e reinterpretando i ricordi, può essere una tecnica terapeutica molto vantaggiosa. 

Che cos’è l’ipnosi regressiva e chi la pratica

L’ipnosi, detta anche ipnoterapia, è uno stato di profondo rilassamento e concentrazione. L’ipnosi regressiva è un tipo di psicoterapia (chiamata anche talk therapy) che guida le persone a ricordare eventi passati e traumi sepolti nel subconscio.

Questa pratica, sviluppata per la prima volta dal neurologo austriaco e fondatore della psicoanalisi Sigmund Freud, si basa sulla premessa che affrontare i traumi del passato e liberare le emozioni difficili che li hanno causati sia fondamentale per il benessere. 

A praticarla sono (o dovrebbero essere) solo ipnotisti addestrati e certificati in grado di guidare in un profondo stato di concentrazione e rilassamento con indicazioni verbali, ripetizioni e immagini.

Quando si è sotto ipnosi, questo intenso livello di concentrazione e di attenzione permette di ignorare le distrazioni ordinarie e di essere più aperti ai suggerimenti guidati per apportare cambiamenti che migliorino la propria salute.

Gli operatori dell’ipnoterapia regressiva ritengono che le emozioni siano sepolte dalla nostra mente per proteggerci dalla loro intensità. Queste emozioni sepolte, però, possono influenzarci con sintomi sia fisici che emotivi, tra cui mal di testa, problemi di sonno e ansia.

La terapia di regressione si pone l’obiettivo di liberare queste emozioni e quindi guarire il corpo e la mente dai sintomi correlati.

In questo articolo parleremo dei benefici e dei rischi dell’ipnosi regressiva.

L’ipnosi regressiva per ricordare il passato 

L’ipnosi regressiva è una tecnica con la quale lo psicoterapeuta ci aiuta ad attingere a ricordi sepolti nel nostro passato attraverso l’ induzione di uno stato ipnotico, ovvero una trance in cui sembriamo distaccati dal mondo esterno pur essendo estremamente in sintonia con il nostro mondo interiore.

Lo stato di rilassamento che le persone sperimentano durante l’ipnosi le rende più aperte ai suggerimenti del terapeuta. 

Durante la regressione ipnotica il terapeuta può utilizzare l’immaginazione, l’esplorazione delle sensazioni fisiche e la narrazione di storie per guidarci attraverso il passato. Una volta trovato un ricordo difficile, le emozioni che erano rimaste sepolte potrebbero venire in superficie per essere liberate.

Il ricordo e i suoi effetti possono anche essere riformulati in modo da risultare meno dolorosi, una volta “risvegliati” dallo stato ipnotico. Come risultato della liberazione di queste emozioni o della riorganizzazione degli eventi difficili, possiamo sperimentare un miglioramento nella nostra vita quotidiana.

È possibile utilizzare l’ipnosi regressiva anche per guidare una persona a ricordare un momento specifico del suo passato, di solito nell’infanzia. Il terapeuta potrebbe avvicinarsi gradualmente all’età in questione passando attraverso ogni anno precedente.

Lo stato di rilassamento in cui ci si trova, insieme all’ambiente sicuro dello studio del terapeuta, può rendere meno spaventoso affrontare ed elaborare i difficili ricordi dell’infanzia.

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L’ipnosi regressiva per ricordare le vite precedenti

Quella della regressione delle vite precedenti è una tecnica controversa di ipnoterapia con la quale si aiutano le persone a ricordare vite che si suppone abbiano vissuto prima della loro nascita.

Ovviamente, credere nell’ipnosi regressiva alle vite passate significa credere nella reincarnazione, quindi all’idea che la nostra anima rinasca dopo la morte. Chi pratica l’ipnosi regressiva alle vite precedenti è convinto che la nostra vita attuale possa essere influenzata non solo dagli eventi di questa vita ma anche da traumi subiti in un’esistenza passata. 

Alcuni psicologi ritengono che il successo di questa pratica sia dovuto essenzialmente alla suggestione del terapeuta. Altri sostengono che i ricordi delle vite precedenti potrebbero essere solo informazioni che le persone hanno raccolto da libri, programmi televisivi e luoghi familiari visti quando erano più giovani.

Però molti professionisti ritengono che, anche se non si crede nella reincarnazione, la regressione alle vite passate potrebbe essere un’efficace tecnica di gioco di ruolo che può aiutare a etichettare i problemi del subconscio.

Altri sostengono che ci sia il rischio che l’ipnosi regressiva alle vite precedenti possa creare falsi ricordi e che, se questi ricordi sono traumatici, la persona possa subire danni. Insomma, si tratta di un argomento molto controverso per la comunità degli psicologi. 

Come funziona l’ipnosi?

Nel profondo stato di concentrazione e rilassamento che si ottiene con l’ipnosi:

  • La mente cosciente si acquieta.
  • Si è in grado di accedere alla parte del cervello da cui hanno origine i pensieri, le convinzioni, le percezioni, le sensazioni, le emozioni, la memoria e i comportamenti.
  • Si è più aperti alla guida delicata dell’ipnoterapeuta per riuscire a modificare o sostituire i pensieri inconsci che guidano il proprio comportamento attuale.

Il vantaggio principale dell’ipnosi è la creazione di un ambiente sicuro per accedere alle emozioni difficili prodotto dalla professionalità del terapista e dallo stato di rilassamento che fa sentire la persona più aperta ad affrontare la propria vita interiore.

Falsi miti e falsi pericoli dell’ipnosi

Se ne dicono di tutti i colori sull’ipnoterapia e sull’ipnosi regressiva. Per fare un po’ di chiarezza ecco qualche mito da sfatare. 

  • L’ipnosi non è reale, è una forma di intrattenimento. L’ipnosi clinica non è uno spettacolo teatrale o un atto magico, ma un tipo di terapia medica che viene spesso utilizzata come parte di un piano di trattamento che include anche altri approcci medici e psicoterapeuti.
  • Quando si è ipnotizzati si perde conoscenza o si ha un’amnesia. La maggior parte delle persone, invece, ricorda tutto ciò che accade durante l’ipnosi regressiva. Si resta consapevoli di chi si è, dove si è e si ricorda ciò che è accaduto durante una seduta di ipnosi.
  • Quando si è ipnotizzati si è sotto il controllo dell’ipnoterapeuta. L’ipnotista guida l’ipnosi, ma l’ipnosi è qualcosa che si fa da soli. Non è possibile costringerci a fare qualcosa contro la nostra volontà. Non rivelerai alcuna informazione che desideri rimanga segreta. Non perderai il controllo sul tuo comportamento. L’ipnosi facilita le suggestioni, ma non costringe a vivere determinate esperienze.
  • L’ipnosi non è altro che un sonno profondo. Quando veniamo ipnotizzati, in realtà, non stiamo dormendo. Esistono forme di ipnosi più profonde che possono farci sembrare addormentati perché il nostro corpo è molto immobile e silenzioso, ma non ha nulla a che vedere con il sonno. 

Quando l’ipnosi regressiva è pericolosa: i veri rischi

L’ipnosi regressiva è per lo più considerata sicura, tuttavia ci sono alcuni rischi reali da tenere in considerazione. Alcune persone, infatti, potrebbero rimanere traumatizzate dai ricordi vissuti durante lo stato ipnotico, mentre altre potrebbero sperimentare falsi ricordi. Questi falsi ricordi potrebbero persino causare problemi, anche legali, come nel caso di falsi ricordi di violenza. 

È molto importante, quindi, scegliere un ipnotista autorizzato ed esperto con cui sentirsi a proprio agio quando si prende in considerazione questa pratica. Il pericolo più autentico dell’ipnosi regressiva, infatti, è rappresentato dai falsi terapisti, quelli che potremmo a ragion veduta considerare dei ciarlatani. 

L’ipnoterapia è una procedura sicura solo se effettuata da un professionista esperto. Ricorda che non si tratta di un controllo mentale o un lavaggio del cervello: l’ipnotista non può farti fare qualcosa di imbarazzante, rivelare informazioni che vuoi tenere nascoste o fare cose che non vuoi fare.

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Ipnosi regressiva: dove farla

Considerato che l’unico vero rischio dell’ipnoterapia è la pratica da parte di persone non abilitate ed esperte, è molto importante capire come si dovrebbe scegliere l’ipnotista a cui affidarsi per evitare brutte esperienze.

In Italia l’ipnosi clinica, conosciuta come psicoterapia ipnotica, è di competenza esclusiva di alcuni professionisti, ovvero degli psicologi e dei medici.

Quello che devi fare, quindi, prima di fissare un appuntamento per una seduta di ipnosi regressiva, è verificare che l’ipnotista sia iscritto presso il suo Ordine professionale di riferimento (l’Ordine degli Psicologi o l’Ordine dei Medici) della regione in cui opera, e poi specializzato presso una scuola quadriennale di Psicoterapia Ipnotica, riconosciuta dal MIUR (Ministero dell’Istruzione e del Merito).

Quindi, innanzitutto, cerca un professionista della salute che abbia una formazione adeguata, sia abilitato e accreditato in campo medico o psicologico e abbia una formazione supplementare in tecniche di ipnoterapia. L’ipnosi dovrebbe essere utilizzata insieme alla sua formazione medica e di salute mentale come strumento di trattamento aggiuntivo.

Chiedi al professionista informazioni sulla sua formazione, sulle sue credenziali e sulla sua certificazione relativa alla pratica dell’ipnoterapia. Chiedi anche se ha esperienza nella/e condizione/i per cui stai cercando una soluzione.

In secondo luogo è importante trovare anche un terapeuta con cui ti senti a tuo agio e di cui ti fidi, e che sia disposto a seguirti in un percorso, oltre la prima seduta. Non è detto che al primo tentativo si debba trovare necessariamente il professionista più adatto. Per questo, non esitare a provare un altro ipnotista.

Quindi, in sintesi, queste sono le caratteristiche del professionista a cui potrai affidarti serenamente per l’ipnoterapia regressiva:

  • laurea e certificazione;
  • esperienza nella regressione ipnotica;
  • utilizzo di metodi scientifici e studiati;
  • esperienza con i tuoi problemi specifici;
  • disponibilità a lungo termine.

Autoipnosi: una pratica che si può fare da soli

Gli ipnoterapeuti professionisti hanno una formazione specifica per ipnotizzare le persone. Tuttavia, alcuni individui possono anche ipnotizzarsi da soli: si tratta dell’autoipnosi. Un processo che prevede l’utilizzo di alcune tecniche per entrare in uno stato ipnotico inteso come un intenso rilassamento in cui si visualizzano determinati obiettivi. 

L’autoipnosi presenta alcune analogie con la meditazione. Come la meditazione, si tratta di un’abilità che richiede una certa pratica per trarne beneficio. Entrambe rivolgono l’attenzione verso l’interno e si focalizzano fortemente sul rilassamento, ma l’ipnosi si concentra maggiormente sull’immaginazione di scene, rispetto alla pratica meditativa.

In genere viene utilizzata per aiutare a combattere lo stress e l’insonnia, oltre che per cercare di interrompere abitudini come il fumo e il consumo di alcol. 

Tuttavia durante l’autoipnosi è possibile distrarsi dalle immagini mentali rilassanti o dirette all’obiettivo, il ché può portare a sentimenti di frustrazione.

In secondo luogo, alcune persone possono annoiarsi, mentre altre possono sentirsi assonnate e addormentarsi. È importante ricordare, quindi, che l’autoipnosi è un’abilità che si acquisisce con la pratica, e più ci si esercita più si diventa bravi. 

Se si trova difficile imparare l’autoipnosi da soli, ovviamente, si può prendere in considerazione l’idea di rivolgersi a un ipnotista professionista. Se con l’ipnosi regressiva, il terapeuta farà delle sedute di ipnosi per riportarti nel passato e rivivere certi ricordi, se hai interesse ad imparare le tecniche di autoipnosi, il terapeuta potrà insegnarti come fare.

Testimonianze sull’ipnosi regressiva

Se stai cercando informazioni sull’ipnosi regressiva, oltre a tutto quello che abbiamo trattato finora, come il significato, i benefici e i rischi di questa pratica, uno dei modi con cui approcciare è certamente quello di leggere o ascoltare le testimonianze di chi l’ha già provata.  

Sull’argomento ci sono alcuni libri che potrebbero affascinarti. Scritti da ipnotisti con moltissimi anni di esperienza, questi libri raccontano storie incredibili di come la regressione ipnotica ha cambiato la vita di molte persone affette da problematiche che potremmo definire strane, che non avevano alcun legame con traumi della vita che stavano vivendo. 

Libri come “Non è mai la fine” di Alex Raco o “Il viaggio delle anime” di Michael Newton, “Vita nella vita” di Angelo Bona, raccontano vicende di ipnosi regressiva che hanno condotto molte persone a risolvere problemi difficili e a sciogliere blocchi, attraverso la rielaborazione di esperienze traumatiche di vite precedenti. 

Per fare un semplice esempio, c’è chi soffriva di una paralizzante fobia del fuoco, senza aver mai vissuto un’esperienza traumatica con le fiamme nella vita in corso, né nell’infanzia né durante l’adolescenza, e che con la regressione ipnotica ha rivissuto la sua morte sul rogo descrivendo, attorno a sé, abiti e usanze di un’epoca lontana. Grazie all’ipnosi regressiva quella fobia è stata elaborata, compresa e superata con successo. 

In sintesi, se sei incuriosito dall’ipnosi regressiva, probabilmente, leggendo questo articolo ti sarai fatto una prima idea sull’argomento. Non ti resta che leggere le testimonianze di chi l’ha già provata oppure contattare subito un ipnotista esperto e certificato per sottoporti tu stesso a questo viaggio nel tempo.  

DR.-FANTECHI---Psicologo,-Psicoterapeuta-Ipnotista

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