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Ossessioni: scopri cosa sono, alcuni esempi e come possono essere sconfitte grazie all’ipnosi

ossessioni

Le ossessioni sono quegli argomenti o quei pensieri che continuano ad affiorare nella tua testa, che ti piaccia o no. In un mondo frenetico come quello di oggi, in cui una miriade di distrazioni e fattori di stress opprimenti si contendono costantemente la nostra attenzione, non è affatto insolito trovarsi alle prese con le ossessioni.

Si tratta di un fenomeno mentale caratterizzato dal ripetersi incessante di pensieri, immagini o pulsioni angoscianti che non si riesce a controllare e che spesso portano a un aumento dell’ansia e a un senso pervasivo di impotenza.

Ti è familiare? La maggior parte delle persone, inoltre, anche se è consapevole di essere preda di ossessioni, si sente incapace di controllarle.

E non è necessario affetti dal disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) per sperimentare delle ossessioni. Certamente chi ha un DOC prova più angoscia, senso di colpa, emozioni negative e interferenze nella vita quotidiana rispetto agli altri. Tuttavia una volta nella vita, chiunque si trova ad affrontare delle ossessioni.

Quindi affrontiamo nel dettaglio questo argomenti cercando di capire cosa sono le ossessioni, cosa le causa, come funzionano e come uscirne.

Il significato delle ossessioni

Le ossessioni sono pensieri, impulsi o immagini mentali ripetuti, intrusivi e indesiderati. Sono spesso definite patologiche, cioè dannose e malsane in qualche modo.

Il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-5) definisce le ossessioni come pensieri, impulsi o immagini ricorrenti e persistenti che vengono sperimentati, in un certo momento durante il DOC e che nella maggior parte degli individui causano ansia o disagio marcati.

Per molte persone, infatti, le ossessioni sono effettivamente dannose o indesiderate. Rendono molto ansiose, per esempio, le persone affette da disturbo ossessivo-compulsivo (DOC), che per alleviare l’ansia sono spinte a compiere delle azioni compulsive, che “neutralizzano” temporaneamente l’angoscia per un’ossessione indesiderata.

Tuttavia le ossessioni si possono definire in modo più ampio come “pensieri, impulsi o immagini ricorrenti e persistenti” non necessariamente legate al disturbo ossessivo-compulsivo.

La maggior parte delle persone, infatti, sperimenta un certo grado di sintomi ossessivi, come i pensieri intrusivi, a un certo punto della propria vita. I pensieri ricorrenti e indesiderati sono particolarmente comuni nei periodi di stress, ad esempio.

Perlopiù chi ha pensieri intrusivi occasionali non sviluppa ossessioni o un disturbo ossessivo-compulsivo, però è sempre un bene imparare a gestire i pensieri ossessivi e se necessario trovare un modo definitivo per uscirne. Tutte le ossessioni, infatti, possono causare un significativo disagio emotivo, abbassare l’autostima e interferire con la capacità di funzionare normalmente nelle relazioni, nel lavoro o a scuola.

Quando le ossessioni diventano patologiche, poi, i pensieri intrusivi e ricorrenti e le compulsioni che li accompagnano sono tipicamente lunghi e opprimenti.

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Alcuni tipi di ossessione

I tipi più comuni di ossessione possono essere classificati come perfezionismo, relazionali, di contaminazione e i pensieri intrusivi.

  • Perfezionismo. Le persone con ossessioni perfezionistiche sono sopraffatte dalla paura di commettere errori, di fare qualcosa di sbagliato o di lasciare le cose fuori posto. Il disturbo ossessivo compulsivo perfezionistico può comportare l’ossessione per l’ordine, la simmetria e l’ organizzazione.

    Ma contrariamente a quanto si pensa, le ossessioni perfezionistiche non riguardano sempre l’organizzazione, l’ordine o la disposizione degli oggetti di casa, ma possono coinvolgere anche i valori morali: la scrupolosità può comportare una rigida adesione a rigide convinzioni religiose, etiche e/o morali.
  • Relazionale. Le ossessioni focalizzate sulle relazioni coinvolgono dubbi e preoccupazioni schiaccianti sulla correttezza di una relazione sentimentale o di un partner. Alcuni ricercatori definiscono questo tipo di ossessione come disturbo ossessivo-compulsivo da relazione (DOC da relazione).

    Chi sviluppa pensieri o preoccupazioni ossessive su un particolare partner romantico spesso ha una profonda paura dell’abbandono. Ciò può essere dovuto a un trauma infantile o un rifiuto, che ha condotto a sviluppare uno stile di attaccamento insicuro.

    Altre persone possono aver subito un tradimento in una relazione passata. Tra i sintomi di questo tipo di ossessioni c’è il mettere costantemente in discussione i propri sentimenti o quelli del partner, fare frequentemente paragoni tra il partner attuale e i partner precedenti, e preoccuparsi costantemente che il partner tradisca o chiuda la relazione.

    Chi è preda di ossessioni focalizzate sulla relazione cerca generalmente di alleviare l’ansia chiedendo costantemente rassicurazioni sull’amore o la fedeltà del partner.
  • Contaminazione. Le ossessioni da contaminazione possono riguardare la paura di un contagio fisico (ad esempio con sporcizia, batteri, virus, etc..) o morale (ad esempio con una persona, un luogo o un’idea percepita come “cattiva” o sgradevole).

    Quando si trova di fronte alla possibilità (o talvolta anche al pensiero) di una contaminazione, chi è preda di ossessioni da contaminazione si sente spesso sopraffatto.

    Per sentirsi di nuovo “puri” o “puliti“, ci si dedica a lavaggi delle mani eccessivi e talvolta ritualizzati, disinfezioni e sterilizzazione di oggetti, e si può arrivare addirittura a cambiare frequentemente i vestiti, buttare via delle cose (per la paura che siano contaminate), creare aree pulite off-limits per gli altri ed evitare certi luoghi o di toccare le cose.
  • Pensieri intrusivi. I pensieri intrusivi sono tipicamente legati a qualcosa di spaventoso, pericoloso, inappropriato o ripugnante, come ad esempio immagini sessuali o violente indesiderate e impulsi aggressivi.

    Si calcola che circa l’80%-90% della popolazione generale sperimenti dei pensieri intrusivi. Tuttavia, per alcune persone, come quelle affette da disturbo ossessivo-compulsivo, questi pensieri ossessivi sono abbastanza persistenti e ansiogeni da interferire con il funzionamento quotidiano.
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Ossessioni, come funzionano

Prima di tutto è importante chiarire che le ossessioni in genere non hanno un’unica causa scatenante. È molto probabile che siano dovute a una combinazione di fattori genetici e ambientali.

Le ricerche in ambito psicologico hanno individuato molte possibili cause, tra cui:

  • Genetica. Secondo studi sui gemelli, circa il 45-65% dei sintomi del disturbo ossessivo-compulsivo può essere attribuito a fattori genetici.
  • Traumi. L’aver subito un trauma, come un abuso o un tradimento, è un fattore di rischio significativo per lo sviluppo di pensieri ossessivi. Inoltre, c’è da sottolineare che molte persone affette da disturbo ossessivo compulsivo presentano anche un disturbo post-traumatico da stress (PTSD).
  • Educazione: Esiste una certa correlazione tra l’aver avuto un genitore iperprotettivo e lo sviluppo di ossessioni. I genitori ansiosi e/o ossessionati possono trasmettere questo schema di comportamento ai figli, in parte attraverso la genetica e in parte attraverso l’ambiente.

Stress. Gli studi suggeriscono che gli eventi di vita stressanti, soprattutto quelli che coinvolgono le persone durante l’infanzia, spesso svolgono un ruolo importante nello sviluppo delle ossessioni.

  • Anomalie cerebrali. Studi di imaging condotti su persone affette da disturbo ossessivo-compulsivo hanno rivelato un’iperattività nelle aree del cervello coinvolte nel controllo degli impulsi, nella regolazione delle emozioni e nel processo decisionale.

Queste sono solo alcune delle possibili cause. Infatti si stima che il 69% delle persone affette da disturbo ossessivo-compulsivo abbia una o più condizioni patologiche coesistenti.

Per esempio altre patologie come il disturbo d’ansia generalizzato e il disturbo depressivo maggiore (MDD), ma anche disturbi da tic come la sindrome di Tourette.

Un’altra cosa da tenere presente è che il disturbo ossessivo-compulsivo è la condizione di salute mentale più comune che comporta ossessioni di tipo patologico, però alcuni sintomi ossessivi possono essere presenti anche in altre patologie come la schizofrenia (malattia mentale che causa disturbi del pensiero, del comportamento e della percezione).

Dopo le cause, parliamo delle conseguenze. È chiaro, infatti, che i pensieri ossessivi sono strettamente legati ai comportamenti. Si tratta di un fenomeno chiamato fusione pensiero-azione, che sembra essere centrale nello sviluppo di modelli di comportamento ossessivo-compulsivo.

In altre parole, se iniziamo a rispondere in un certo modo ai pensieri ossessivi, sviluppiamo una forte associazione tra i pensieri e le azioni. Si fondono insieme e lo schema diventa difficile da rompere.

Possiamo anche cercare di sopprimere i pensieri, ma poi cercare di non impegnarci con quei pensieri, e di non impegnarci nelle azioni che li accompagnano, può causarci un’angoscia ancora maggiore.

Infatti esistono numerose ricerche che confermano che la soppressione del pensiero, cioè il tentativo di ignorare i pensieri ossessivi, non funziona. Gli psicologi hanno condotto molte ricerche dando ai partecipanti istruzioni come “per i prossimi minuti, voglio che tu eviti di pensare a un orso bianco”.

L’indicazione di non pensare all’orso bianco ha in realtà aumentato la frequenza dei pensieri spontanei e intrusivi sull’orso bianco. Sembra che se facciamo del nostro meglio per non pensare a qualcosa, ci impegniamo in un paio di processi cognitivi che rendono difficile proprio quell’evitamento.

Allora come gestire i pensieri ossessivi?

Come gestire le ossessioni aggressive

A volte le ossessioni possono sembrare fuori controllo, ma ci sono molti modi per sentirsi più forti.

Ecco alcuni modi per affrontare i pensieri ossessivi.

  • Trovare sostegno. Fare psicoterapia o partecipare a gruppi di sostegno dedicate alle persone affette da disturbo ossessivo-compulsivo o pensieri intrusivi potrebbe aiutarti a sentirti meno solo e a metterti in contatto con risorse preziose.
  • Evitare droghe e alcol. Molte persone affette da disturbo ossessivo-compulsivo presentano anche un disturbo da uso di sostanze. A sua volta, l’uso eccessivo di alcol peggiora i sintomi del disturbo ossessivo-compulsivo. Se soffri di DOC, quindi, è meglio limitare il più possibile l’assunzione di droghe e alcolici.
  • Dormire a sufficienza. L’insonnia spesso esacerba i pensieri intrusivi. Per migliorare la qualità del sonno, è bene adottare abitudini sane, come andare a letto alla stessa ora ogni sera e sviluppare una routine rilassante prima di andare a letto.
  • Esercizio fisico regolare. Mantenersi fisicamente attivi può aiutare a bruciare l’energia in eccesso e a distogliere la mente dalle ossessioni. Alcune ricerche suggeriscono che un esercizio fisico intenso può addirittura ridurre la gravità dei sintomi del disturbo ossessivo-compulsivo.
  • Mindfulness. Le ossessioni possono farti sentire come se non fossi al posto di guida quando si tratta della tua mente e dei tuoi pensieri. La Mindfulness e le tecniche mente-corpo, come lo yoga e la meditazione, possono aiutarti a rimanere radicato nel presente.
  • Gestione dello stress. Lo stress cronico può scatenare i pensieri ossessivi o peggiorarli. Se sei incline allo sviluppo di pensieri ossessivi, cerca di ridurre al minimo lo stress e di rilassarti più spesso utilizzando le pratiche di cui sopra.

Ossessioni, come uscirne con l’ipnosi

I pensieri persistenti e intrusivi possono influenzare la qualità della vita, causando angoscia e ansia. Tutti i metodi indicati sopra (terapia, mindfulness, sobrietà, attività fisica e gestione dello stress) possono aiutarti molto ad evitare di “inciampare” in brutti periodi causati da pensieri ossessivi.

Tuttavia, in questo labirinto di lotte mentali, quando le ossessioni non ti consentono di funzionare correttamente e avere una vita appagante, è importante trovare un modo per uscirne in modo efficace e definitivo.

Una strada promettente c’è ed è l’ipnoterapia, che vanta una notevole efficacia nel trattamento dell’ossessione. Uno degli aspetti distintivi e benefici dell’ipnoterapia è la sua impareggiabile capacità di portare alla luce e affrontare la causa principale dell’ossessione.

Diversamente da altri approcci terapeutici, che spesso si concentrano sulla gestione dei sintomi, l’ipnosi si avventura in profondità nel territorio inesplorato dell’inconscio, svelando le cause scatenanti e i fattori sottostanti che danno vita ai pensieri ossessivi.

Tuttavia, se decidi di intraprendere un percorso di ipnoterapia per superare le tue ossessioni, devi sapere che prerequisiti essenziali sono  l’impegno genuino per il cambiamento e una volontà attiva di collaborare con il terapeuta ipnotista. I risultati di successo, infatti, sono il prodotto di uno sforzo reciproco tra cliente e terapeuta.

Nel vasto panorama della salute e del benessere mentale, l’ipnoterapia risulta uno strumento formidabile per affrontare le ossessioni. Osando immergersi nelle profondità insondabili della mente inconscia, l’ipnoterapia consente agli individui di spezzare le catene dei pensieri ripetitivi e di sconfiggere lo spettro incombente dell’ansia.

In conclusione, l’’ipnoterapia può essere una via d’uscita concreta dai labirinti delle ossessioni, offrendo notevole efficacia nel trattamento di tali disturbi. Questo approccio si distingue per la sua capacità incomparabile di sondare l’inconscio, rivelando le radici e i fattori scatenanti delle ossessioni.

A differenza di altre terapie focalizzate sulla gestione dei sintomi, l’ipnosi si avventura nelle profondità inesplorate della mente, permettendo di affrontare le cause sottostanti. Insomma, se ti senti imprigionato nell’ossessione, potrebbe essere il momento di esplorare l’ipnoterapia.

DR.-FANTECHI---Psicologo,-Psicoterapeuta-Ipnotista

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